L'Eterno Ulisse

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Un camice in giallo

Copertina Eterno Ulisse
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sul numero 9 de "L'Eterno Ulisse"

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di Rigel Langella, 14 Luglio 2015
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settima coorte
La copertina del libro La settima coorte

Un bravo medico, un ospedale alla periferia di Roma, una bella moglie, due figli, insomma la vita tranquilla di un’agiata famiglia borghese. Se pensate che parliamo del protagonista vi sbagliate: parliamo dell’Autore. Di solito, almeno per gli esordienti, si conosce prima l’Opera e poi l’Autore. In tanti anni di recensioni ho sperimentato che questa è la regola, ma stavolta no.

Sento di dover dire ai lettori che ho conosciuto prima l’Autore del libro. Invero, quando lo incontri nella sua veste professionale non ti senti la persona

più felice del mondo: è responsabile di un reparto oncologico. Però la sua voce pacata, la sicurezza di chi affronta tutto con estrema razionalità, l’ironia inglese e quella inconfondibile erre moscia molto francese, alla fine ti fanno superare i piccoli, grandi drammi familiari e ti senti a tuo agio.

E questo è Stefano Bussa, ossia l’autore di “La Settima coorte”. Premessa necessaria per dire che il dottor Antonio Tomassini, il vero protagonista del romanzo oggetto di recensione, è – in un certo senso – l’alter ego dell’Autore.

Ecco allora spiegato come e perché, a partire da un ambiente noto, tranquillo, familiare, veniamo presi per mano e catapultati dentro una storia che Giancarlo de Cataldo ha definito: “un noir rutilante, sempre sorretto da una scrittura robusta e da una scrittura ironicamente misurata”.

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