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I guardiani del giardino. L’essere umano deve custodire e proteggere la natura: lo dice la Cabalà

Contrariamente a quanto raccontato dalla maggior parte dei rappresentanti delle religioni moderne negli ultimi secoli, la loro visione originale considerava l’uomo e gli animali molto vicini: i primi avrebbero dovuto proteggere e vegliare sui secondi. Mentre ad oggi, attraverso maltrattamenti e allevamenti intensivi, avviene l’esatto opposto. È giunto il momento, dunque, di riscoprire il nostro vero ruolo come Guardiani del Giardino.

di Redazione , 11 Giugno 2019
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Uno degli aspetti quasi dimenticati dalle principali religioni odierne è la connessione tra Uomo e Natura: non una razza, quella umana, che impera sul resto del creato, ma secondo le tradizioni spirituali più antiche diverse specie che collaborano per raggiungere l’equilibrio dell’Uno.

Daniela Abravanel - studiosa e profonda conoscitrice della cultura ebraica - nel suo ultimo libro - I guardiani del giardino edito da Amrita Edizioni - ci spiega cosa abbia causato l’alienazione del mondo occidentale dalla Madre Terra e dalle sue creature. Contestualmente, l’autrice denuncia la silenziosa connivenza delle istituzioni religiose con civiltà e sistemi politici patriarcali che hanno permesso uno sfruttamento irresponsabile delle risorse del nostro pianeta.

Nel libro della Genesi, infatti, è raccontato che gli esseri umani, consci dell’interrelazione tra loro stessi e il resto della creazione, sarebbero stati capaci di fermarsi sull’orlo del precipizio quando i loro istinti egoistici avrebbero preso il sopravvento sul Soffio divino e sulla loro “vocazione di Guardiani del Giardino”.

Visioni molto simili le ritroviamo nelle grandi tradizioni mistiche che, attraverso lo studio e l’osservazione degli animali, guidano l’uomo alla riscoperta della sua complessa identità e degli archetipi contenuti nella sua memoria arcaica.

Emerge quindi una connessione inaspettata tra una possibile interpretazione delle grandi religioni monoteiste e il pensiero delle tradizioni sciamaniche dei nativi americani.

Oggi, inoltre, la visione unificata della fisica quantistica e dell’ecologia è in sintonia con quella delle antiche tradizioni spirituali e sta risvegliando negli uomini il senso della loro responsabilità.

L’autrice, infine, nel suo libro spiega come sia possibile per tutti noi leggere nelle relazioni quotidiane con i nostri animali una vasta gamma di insegnamenti, di messaggi e di intuizioni che ci apriranno gli occhi verso un sapere superiore.

E allora non resta che avventurarci alla scoperta di questi insegnamenti antichi, quanto più che mai attuali, per riuscire a riappropriarci del nostro più profondo legame con Madre Terra e recuperare, così, parti perse di tutti noi. Perché, come diceva Jung, più tagliamo parti di noi stessi, più saremo poveri e ciò che diventerà grande sarà solo il nostro ego.

Il libro è acquistabile sul sito www.amrita-edizioni.com

Per saperne di più leggi l'intervista realizzata all'autrice del libro.

NOTE BIOGRAFICHE

Daniela Abravanel, laureata in Filosofia e Counselor in family therapy, è una studiosa e profonda conoscitrice della cultura ebraica, nella quale affondano le sue radici; in particolare, ha studiato con i più grandi rabbini di Israele (Rav Ginzburg, Rav Steinsaltz, Rav Leon Ashkenazi), approfondendo in particolare l’aspetto cabalistico-esoterico della tradizione ebraica.

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