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La Pietra della Bellezza. Giordano Bruno e l'eresia del pensiero

Giordano Bruno e Clemente VIII, il Papa che lo ha messo al rogo, si ritrovano sulla scena di un impossibile dialogo nel quale il filosofo spiega e difende le proprie ragioni contro ogni dogma e potere. In una pièce teatrale Gerardo Picardo racconta la febbre di ricerca del filosofo dei mondi infiniti. "Un libro preziosissimo, che andrebbe distribuito nelle scuole".

di Redazione , 25 Gennaio 2013
TAG  giordano bruno  filosofia  eretismo  pensiero 


La Pietra della Bellezza. Giordano Bruno l'eresia del pensiero oltre il rogo, di Gerardo Picardo

"Non ho lasciato in pace nessuno, da alcuno sono stato lasciato in pace. Ho scritto con il mio sangue che mai bisogna rinunciare alla ragione. Non perdono e non abbraccio i carnefici. Dalle prigioni dell'Inquisizione non ho smesso di credere che l'uomo va rimesso in piedi. Io dirò la verità, perché ho dubitato di tutto. Ogni punto dell'universo è centro. Dove ci saranno uomini liberi, la mia filosofia vivrà sempre". Sono alcune delle suggestioni che ci regala 'La Pietra della Bellezza. Giordano Bruno, l'eresia del pensiero oltre il rogo', l'Atto Unico di Gerardo Picardo (prefazione di Claudio Bonvecchio e presentazione di Alessandro Cecchi Paone), pubblicato dalle edizioni Stamperia del Valentino (Napoli) e nella collana degli ebook Betti.

In pochi giorni, tanti i download già effettuati per questa affascinante storia raccontata nelle pagine di Picardo. Giordano Bruno e Clemente VIII, il Papa che lo ha messo al rogo, si ritrovano sulla scena. Inizia un dialogo nel quale il filosofo spiega e difende le proprie ragioni contro ogni dogma e potere. Oltre le fiamme del rogo ci sono gli occhi di Morgana, l'amore. E la febbre di una ricerca senza fine. L'orgoglio del Nolano, la sua libertà senza tempo. Un uomo che ebbe una sola paura: quella di non aver più tempo per pensare.

"Questo libretto preziosissimo su Giordano Bruno andrebbe distribuito nelle scuole - scrive Alessandro Cecchi Paone - la lezione del Nolano attraversa i secoli irrobustendosi sempre più perché è molteplice nei contenuti ma semplicissima e diretta nella sintesi. È l'atto fondante moderno dell'unica religione che sarebbe legittimo e utile insegnare nelle aule delle scuole pubbliche: la religione della libertà. Sarà di conforto a chi il coraggio già ce l'ha, e di aiuto a sconfiggere la paura per gli altri - conclude il giornalista e divulgatore scientifico - verificare anche nella vicenda del Nolano che ad essere riconosciuti e ricordati sono sempre i perseguitati a causa della giustizia e del sapere senza vincoli, mentre vengono inesorabilmente condannati all'oblio gli inquisitori e i censori, i torturatori e i carnefici".

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