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Sesso Sacro, la via del corpo

La separazione tra corpo e mente che stiamo vivendo e l'idea che la mente sia superiore al corpo ci stanno conducendo su una strada illusoria e poco umana. Farci rendere conto di questo è lo scopo del libro di Roberta Rio “Sesso Sacro, la via del corpo”: un nuovo approccio alla sessualità, più naturale ed equilibrato.

di Redazione , 10 Marzo 2016
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copertina sesso sacro

I cambiamenti in atto in questo periodo storico ci chiedono di riscoprire alcune nostre capacità perse o dimenticate. Per fare questo vengono proposte in questo libro due grandi vie: la conoscenza di una parte della vera storia dell’umanità e il ritorno a un ruolo fondamentale del corpo, con un uso puro e sacro della sessualità.

In Occidente, chi intuitivamente ha percepito la possibilità di accedere ad una dimensione spirituale attraverso la sessualità si è trovato di fronte una disarmante assenza di informazioni. Questo ha spinto molti a cercare risposte in tradizioni orientali quali il tantrismo, il taoismo, lo yoga, il qigong, il tai chi, lo zen etc..

In effetti all’Oriente va il merito di aver riservato alla sessualità, nel corso del tempo, un ruolo importante nella vita dell’uomo e di aver tramandato una saggezza millenaria alla quale noi oggi possiamo accedere. E così pullulano ovunque in Europa scuole tantriche, corsi di formazione di yoga, qigong, tai chi, tecniche di meditazione e altro.

C’è una contraddizione di fondo in questo fenomeno, che non dobbiamo sottovalutare.

Le tradizioni sopracitate sono nate in seno a culture molto distanti dalla nostra, non solo geograficamente. Pertanto non è possibile semplicemente importarle e applicarle in Occidente come se fossero un prodotto da mettere sul mercato. In esse è racchiusa una saggezza millenaria intimamente connessa alla storia dell’area geografica in cui sono nate, alle credenze, alla religione, alla percezione del mondo, della vita, della natura, del corpo, della sessualità!

Con questo non ci si riferisce alla validità degli insegnamenti orientali, ma alla nostra modalità di apprendimento che talvolta ci fa avvicinare ad essi come se si trattasse semplicemente di tecniche meccaniche invece che di un approccio alla vita che coinvolge in maniera olistica tutti gli ambiti dell’esistenza.

In questo senso come Occidentali dimostriamo talvolta una certa incoerenza nell’esercizio delle pratiche orientali. Questo accade anche a ragione giacché non possiamo “com-prenderle” prima di aver fatto i conti con la nostra “occidentalità”. È dalla responsabilità di cercare le origini della tradizione sessuale occidentale, tenendo conto delle conseguenze di duemila anni di Cristianesimo e di una certa direzione filosofico-scientifica, che ci condiziona ancora oggi, che è nato questo libro.

Il passato ci mostra che nel periodo Paleolitico e Neolitico nell’area geografica corrispondente all’Europa e al bacino del Mediterraneo, i nostri antenati vivevano la sessualità in modo naturale e spontaneo. Essa apparteneva alla sfera del “sacro” in quanto sosteneva sia la vita fisica che energetica. È interessante notare come in origine il “sacro” avesse una valenza materiale: sacra è la materia, sacro è il corpo e le sue funzioni, sacro è l’atto sessuale, sacra è la natura nelle sue manifestazioni. Successivamente, invece, soprattutto in Occidente, il corpo diventerà impuro, la materia da rigettare e, per definizione stessa, incompatibile con la vita spirituale: spiritualis nelle Ecclesiaste è sinonimo di incorporeo.

Comprendiamo che il vivere a stretto contatto con la natura ebbe un ruolo centrale in questo tipo di approccio. Numerosi erano i riti sessuali connessi all’agricoltura, alla fertilità della natura e delle donne. Vivere il sesso in maniera spontanea significava lasciar fluire le energie della terra e della vita, in una dinamica di scambio energetico con la natura stessa. Una sorta di “ecologia del sesso” dalla quale ci siamo allontanati e che, invece, è importantissimo che riscopriamo ai nostri giorni.

In una fase successiva – anteriore al 4000 a.C. – accadde qualcosa che non solo cambiò radicalmente la realtà preesistente ma introdusse anche elementi nuovi, potremmo dire estranei e esterni all’allora conosciuto, che condizionarono lo sviluppo della razza umana e lo incanalarono in una determinata direzione.

È in quest’epoca che sono attestate conoscenze scientifiche, ingegneristiche, metallurgiche, medico-chirurgiche, astronomiche di grossa rilevanza, quasi un salto quantico rispetto alla fase precedente.

La sessualità umana venne strappata dal suo ambito naturale, deprivata della sua caratteristica primaria, ovvero il libero fluire, e inserita in una logica di controllo: si stabilirono i luoghi, i contesti, le modalità e i periodi in cui era ammessa. Sembra che ci fosse la necessità di concentrare l’energia sessuale in un luogo specifico e, talvolta, anche in periodi ben precisi.

Vennero, inoltre, costruiti templi - talvolta complesse opere architettoniche ed ingegneristiche - in cui delle donne, delle sacerdotesse definite in seguito prostitute sacre - furono addestrate all’uso dell’energia sessuale.

I loro compiti e competenze andavano dall’accoppiamento rituale, all’eugenetica, alla guarigione medica, alla contraccezione, al parto etc. Il livello delle conoscenze era molto elevato, non solo in relazione al periodo precedente! Erano inoltre in grado di estrarre il sacer, ovvero l’energia della Terra, e di utilizzarlo per la preghiera. Ed è proprio –inaspettatamente! - la preghiera all’origine della parola prostituta. Esiste infatti

Le fonti attestano che le pratiche sessuali nei templi vennero esercitate trasversalmente da svariati popoli che abitavano l’area tra il Mediterraneo e il Gange dal 3000 a.C. fino al 300 d.C..

Con il passare del tempo, si perse però il loro senso originario e, da un lato, divennero una semplice abitudine che scivolerà in forme di prostituzione molto simili a quelle odierne e dall’altro – svuotate di ogni riferimento sessuale – vennero inserite per cooptazione nelle pratiche della religione cristiana.

L’avvento del Cristianesimo introdusse una spiritualità tutta trascendentale, maschile, staccata dal corpo: incorporea appunto. Le donne che per natura erano – e sono – le più adatte a “maneggiare il sacro” (il sacer ovvero l’energia della Terra), furono escluse dai ruoli sacerdotali attivi. Furono ammesse in seno alla Chiesa cattolica in qualità di suore, dopo essere state opportunamente domate, private dei loro attributi femminili tramite il taglio dei capelli e l’uso di vestiti adatti a nascondere le forme del corpo.

Siamo di fronte all’applicazione sistematica di una vera e propria strategia di potere incentrata sul controllo dell’energia sessuale, l’energia primaria di cui è stato dotato ogni essere umano.

L’energia sessuale è prima di tutto energia di collegamento alla Terra. Interrompendo il suo libero fluire nel corpo tre sono le conseguenze principali che si verificano: diventiamo manipolabili, veniamo privati di una possibile via di guarigione, non solo fisica, e perdiamo la possibilità di pregare in maniera efficace, ovvero di richiedere l’avvento di alcune modifiche nella Materia con buone probabilità di essere ascoltati.

La separazione tra corpo e mente che stiamo vivendo e l'idea che la mente sia superiore al corpo ci stanno conducendo su una strada illusoria e poco umana. Farci rendere conto di questo è lo scopo del libro di Roberta Rio: un nuovo approccio alla sessualità, più naturale ed equilibrato, ci sottrarrà dalla fantasia deformante della mente per portarci alla più vera dimensione del corpo e della materia.

www.voyageindestiny.org

Roberta Rio è una storica e danzatrice austriaca di origini italiane.

Conduce seminari sul tema della sessualità, danza sacra e corporeità in Austria, Italia, Svizzera e Germania.

Laureatasi in storia, si è poi specializzata in Paleografia, Archivistica e Diplomatica ed è membro dell’Associazione degli Storici della Germania. Assieme a Francesco Alessandrini ha sviluppato il metodo storico-intuitivo presentato all’Università di Glasgow nell’ottobre del 2011 e la Via del Corpo.

Dal 2000 all’ottobre del 2006 si applica allo studio delle discipline tantriche e taoiste che lascerà, discostandosi in maniera critica da alcuni metodi di insegnamento occidentale e da alcuni aspetti delle discipline stesse.

Realizza studi comparati e interdisciplinari, abbinando ricerca teorica e applicazione pratica. Ne discende una conoscenza esperienziale ricca di scoperte e rivalutazioni del corpo, della danza, della musica, del femminile e della sessualità.

Tiene seminari e conferenze in svariate università (Vienna, Linz, Innsbruck, Glasgow, Atene, Oldenburg, Milano, Bologna etc.) e istituzioni europee.

È autrice di numerosi libri e articoli di carattere storico e non solo.

“Sesso Sacro. La via del corpo” è il suo ultimo libro pubblicato nel 2015 da Arkeios - Gruppo Editoriale Edizioni Mediterranee (Roma).

Roberta Rio vive in Austria.

Altre recenti pubblicazioni

2015: “Ars Erotica oder Scientia Sexualis?”, Bautz Nordhausen / D

“Antichi simboli in nuove forme e significati riscoperti”, Bautz Nordhausen / D

2012: “Il Rito Misterioso racchiuso nel Disco di Festo e nella Pietra di Kernos”, Londra / GB

È stato tradotto e pubblicato anche in inglese, tedesco e greco moderno

“Handbook on Cross-Cultural Communication”, Bologna / I

2011: “New Light on Phaistos Disc”, Londra / GB

Roberta Rio sarà a Roma il 19 e 20 marzo 2016 dove terrà due seminari uno di danza sacra e uno di sessualità per uomini e donne:

19.03.2016 dalle 19.00 alle 22.00 DANZA SACRA

20.03.2016 dalle 12.30 alle 18.30 LA VIA DEL CORPO seminario di sessualità per uomini e donne

LUOGO: Sala della Musica presso il Nido e la Scuola Materna dell’Associazione La Primula Via della Cisa 1 ROMA quartiere Montesacro Città Giardino

INFO & ISCRIZIONI: Tanja Fronz | info@riobeyondborders.org | Tel. 327 2658207

I seminari sono a numero chiuso. L’iscrizione è obbligatoria

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