L'Eterno Ulisse

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Il linguaggio dei simboli

Loti bianchi e rose rosse

Come è stato scritto, il fiore di loto sboccia dalla melma, ma il suo colore è bianco, come la purezza della nostra anima, simbolo dell'eternità, del rinnovamento continuo della vita, dell'energia positiva. Di seguito il primo di una serie di articoli che l'autrice dedica al simbolismo del fior di loto.

di Rigel Langella, 18 Maggio 2012
TAG  loto  oriente 

loto
"Il fiore di loto sboccia dalla melma, ma il suo colore è bianco, bianco come la purezza della nostra anima, simbolo dell'eternità, del rinnovamento continuo della vita, dell'energia positiva"

Il fiore di loto rappresenta l’evoluzione dalla terra al cielo, dalla materia grossolana (terra) attraverso stadi più sottili della materia stessa (acqua, aria, fuoco) fino alla dimensione spirituale (etere) in cui diffonde il suo profumo al momento del pieno sviluppo. Il profumo più inebriante si può godere in pienezza appena prima che il fiore appassisca.

Se, come abbiamo visto, molte sono le specie botaniche, altrettanto numerosi sono i simboli religiosi legati alle differenti varietà di loto: alcune associate al sole, altre alla luna. Ma non esiste certo una regola fissa e universale, come cercheremo di scoprire in questo viaggio nel misticismo più segreto dell’Oriente.

Il Loto vive nell’acqua senza nessuna connessione con la terra e per questo è sempre stato considerato un simbolo con poteri rigenerativi e spirituali. Presso gli Orientali il loto è espressione della perfezione e della purezza del sole, del cielo, della creazione, del passato, del presente e del futuro, ovvero, della pienezza di vita e di tutte le virtù ad essa, direttamente o indirettamente, riferibili. Per questo è considerato un fiore sacro, il fiore degli Dei.

Il dono del fiore di loto è un gesto che dimostra grande ammirazione. L’essenza floreale di Loto è considerata un elisir spirituale capace di produrre molteplici effetti positivi: libera dalle emozioni negative; accelera il recupero dalle malattie; riequilibra i chakra; disintossica corpo e spirito; riequilibra e rafforza l'aura; purifica i luoghi destinati alle cerimonie; favorisce la visualizzazione.

Fiore di Loto e vita del Buddha

La storia della nascita e della morte di Gautama Buddha in lingua pali, viene riportata nel Jataka Nidanakatha e nel Maha Parinibbana Sutta. Parlando della nascita di Siddhartha (Gautama), il futuro Buddha, il Nidhanakatha ci narra questa nascita leggendaria: "A quel tempo nella città di Kapilavastthu era stata proclamata la festa del primo giorno di luna piena del mese di asalha (giugno-luglio) e molte persone si apprestavano a celebrarla. La regina madre Maya, alzandosi di buon mattino il settimo giorno, fece un bagno in acque profumate, mangiò, fece i voti di uposatha, entrò nella sua camera da letto e, addormentatasi, sognò. Quattro grandi re la portarono sull’Himalaya. Le quattro regine la portarono al lago di Anotatta, la lavarono per rimuovere i segni umani, la vestirono con abbigliamenti paradisiaci, la unsero con profumi e l’adornarono con fiori divini. Là esse prepararono un letto divino. Ora il bodhisattva divenne un elefante bianco e discese dal cielo Tusita. Portava un loto bianco. Poi, al suono di trombe, entrò nella casa dorata, girò in senso orario per tre volte attorno al letto di sua madre, colpì il suo lato destro ed entrò nel suo grembo. Così quando la luna era nell’uttarasalha, lui ricevette una nuova esistenza. I brahmani dissero al re: Non essere ansioso o re, la regina ha concepito e tu avrai un figlio. La regina portò in grembo il bodhisattva per dieci mesi e quando venne il tempo desiderò andare a casa dei parenti a Devadaha. C’era un boschetto di alberi di Sal chiamato Lumbini, tra le due città di Kapilavastu e Devadaha. La regina, lungo la strada, desiderò andare nel bosco di Lumbini ove fu colta dalle doglie del parto. Appoggiandosi a un ramo dell’albero di Sal, partorì un bambino. In quel momento avvennero tutti i tipi di miracoli. Ma la madre di Siddhartha morì dopo sette giorni. I brahmani predissero che Siddhartha sarebbe diventato un Buddha, colui che avrebbe rimosso dal mondo il velo dell’ignoranza".

Gautama Buddha, l’Illuminato, passò al di là del velo il giorno 8 maggio del 487 a.C., quel giorno è celebrato anche come Festa del loto bianco.

Mandala e fiori di Loto

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I Mandala fanno parte delle raffigurazioni di tipo meditativo: rappresentano la creazione metafisica del mondo

I Mandala fanno parte delle raffigurazioni di tipo meditativo: rappresentano la creazione metafisica del mondo. Sono simboli cosmici che riproducono l'ordine dell'Universo mediante una rigorosa costruzione geometrica e sono sempre disposti in modo tale che l'intero quadro sia costruito a partire da un punto centrale. Il cerchio racchiude un quadrato e la successione cerchio-quadrato può ripetersi più volte. La forma quadrata appartiene al tempo, l’eternità è propria del cerchio. Perciò cerchio e quadrato simboleggiano due aspetti fondamentali di Dio e dell’uomo: unità e manifestazione divina o umana, il celeste e il terrestre in quanto creato. Sono generalmente sviluppati in un quadrato, con sporgenze (le Porte) sui quattro lati e suddivisi mediante diagonali in quattro parti di diverso colore. La parola sanscrita Mandala significa "raggruppamento" o "associazione", nel senso che ogni cosa si raggruppa attorno ad un punto centrale.

Il Mandala è circondato da un recinto di vajra (diamante, folgore uno dei principali oggetti rituali tantrici), allo scopo di tenere lontano ogni tipo di interferenze. All'interno appare un simbolo della sorgente della realtà, a forma di tetraedro, con i tre angoli del triangolo superiore che simboleggiano corpo, parola e mente di Buddha.

Il loro espandersi graduale, dalla più bassa alla più alta sommità, rappresenta l'incremento di conoscenza e saggezza. All'interno compare un sedile di loto, che simboleggia la purezza e reca al centro un doppio vajra, simbolo delle Cinque Saggezze. Sopra il centro quadrato del doppio vajra sorge la "Dimora Indistruttibile", all'interno della quale vi sono i troni delle "divinità": sedili di loto bianco su cui sono adagiati un disco di luna, simbolo della Grande Compassione che spegne il fuoco della sofferenza, e un disco di sole, simbolo della saggezza che sradica l'ignoranza e porta a comprendere la mancanza di esistenza assoluta dei fenomeni, ovvero la “vacuità".

Nella maggior parte dei Mandala i Buddha delle cinque famiglie rappresentano i cinque aggregati psicofisici purificati, le cinque madri sono i cinque elementi purificati e le cinque divinità sono i cinque sensi. Esistono diversi modi di costruire un Mandala: alcuni sono tridimensionali, altri a due dimensioni realizzati con la sabbia o dipinti su stoffa; altri ancora vengono solo visualizzati, come il Mandala del corpo. Anche le dimensioni possono variare: alcuni sono talmente piccoli da stare nel palmo di una mano. I Mandala di sabbia colorata o polvere profumata hanno carattere puramente transitorio: essi sono creati per determinate cerimonie al termine delle quali vengono poi dissolti con un rituale il cui significato più evidente rimanda ad uno dei cardini della filosofia buddista: l'impermanenza di tutte le cose.

Un loto al tramonto

Phnom Penh avvolta in una luce dorata. La città sembrava tornata alla normalità dopo la lunga e sanguinosa guerra civile, eppure le risaie erano ancora piene di mine e per visitare Angkor non si poteva uscire dai corridoi di sicurezza. Attorno al tempio di Wat Phnom, che dà nome alla città, attorno alla cinta templare, davanti e sulle scale colore di ocra rossa che portano al tempio montagna sovrastato dalla cupola dorata, si affollavano di nuovo i venditori di loti, come se mai si fossero allontanati di là. Boccioli ancora verdi, completamente chiusi. Il fiore che si offre alla divinità deve essere immacolato, nessun senso fisico deve contaminarlo con l’uso prima che sia consacrato nella puja.

Ne comprai un mazzo auspicando che la speranza, non perduta ma forse solo nascosta, come il profumo inebriante all’interno del bocciolo, potesse nuovamente spandersi, nel paese Khmer tanto antico e tanto giovane. All’uscita dal tempio l’indovino vestito di bianco trasse i suoi auspici misurando il palmo della mia mano con un bastoncino di legno che trasse dai loti. Lo divise in tre, come le parti del corpo e dell’essere umano, ma solo misurando il sovrappiù, un quid che rappresenta l’essenza spirituale, trasse la sua profezia… Le profezie degli indovini, ovviamente, sono un affare strettamente personale, ma lo spirito dell’incontro si può sintetizzare con le parole di Rabindranath Tagore: “Il loto fiorisce al sole, e perde tutto quello che ha. Non vorrebbe rimanere in fiore nella nebbia eterna dell’inverno” (Poesie, XXVII).

Rose rosse

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Nell’iconografia cristiana la rosa è il calice che aveva raccolto il sangue di Cristo e per questo è stata associata al Santo Graal

Alcuni fiori hanno sempre avuto un significato particolare, legato all’esoterismo. Se in Oriente è il loto bianco, in Occidente è indubbiamente la rosa rossa. Nell’iconografia cristiana la rosa è il calice che aveva raccolto il sangue di Cristo e per questo è stata associata al Santo Graal. La coppa che ha raccolto il sangue di Gesù, simbolizza le sue piaghe, la trasfigurazione delle gocce di questo sangue in effusione dello Spirito Santo. Con l’immagine della Rosa Mistica, Dante ha voluto celebrare Maria.

Nell’antichità, la rosa era considerata simbolo di rigenerazione. Nei paesi Islamici l’iniziato riceve una rosa dall’iniziatore, segno della trasmissione dei segreti, perché il fiore racchiude in sé un’essenza invisibile e segreta.

Considerata anche simbolo alchemico, William Butler Yeats le ha dedicato il testo La Rosa Alchemica.

Secondo il simbolismo massonico i segreti sono comunicati nel segno della rosa mistica (sub rosa) nella cerimonia della Rose Croix di Heredom (da hieros domos = casa santa). Tre rose rappresentano la luce l’amore e la vita. La rosa di Baghdad rappresenta la legge, il cammino verso la conoscenza e verità.

Nei sogni il fiore rappresenta la realizzazione di possibilità latenti della nostra anima, simbolo archetipo del Sé che si manifesta dopo il viaggio dell’individuazione. Ma forse di questo vale la pena di parlare ancora una volta.

I fiori hanno sempre donato gioia e amore. Doni preziosi, regalati dalla natura che accompagnano da sempre la nostra vita tanto che sembra impossibile vivere senza: chi comprende il messaggio dei fiori del sentiero, chi sa vivere di intuizioni, chi dà senso alla propria esistenza e lo trova nelle manifestazioni del creato, costui è capace di trovare il messaggio di mille parole sconosciute.

Continua...

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