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Penelope e Atena: due aspetti dell’antica dea-uccello tessitrice del destino

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sul numero 16 de "L'Eterno Ulisse"

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di Annamaria e Mauro Ruggirello, 7 Dicembre 2017
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Penelope può essere associata, attraverso il simbolismo della tessitura, ad Atena. Scopriamo perché.


John William Waterhouse, Penelope e i pretendenti, 1912

La figura di Penelope nell’Odissea può essere associata, attraverso l’analisi etimologica del nome, ma anche attraverso il simbolismo della tessitura, alla principale divinità femminile greca: Atena, la dea “dall’aspetto di civetta”, o dea uccello, inventrice della filatura e della tessitura, a sua volta un’incarnazione della Dea “dai mille nomi”, oggetto del culto delle antiche civiltà dell’area mediterraneo-egea e anatolico-mesopotamica.

La filatura e la tessitura sono temi che ritroviamo in tutte le mitologie antiche e che sono sempre stati associati alla definizione e modificazione del destino umano. Tessere vuol dire tramare, escogitare piani, “arti” che nell’Odissea sono rappresentate sia da Penelope che da Atena, le quali determinano in un modo o nell’altro la sorte di Ulisse: l’una tenendolo “magicamente” in vita attraverso l’azione della tessitura, l’altra escogitando piani, “inserendo” nella trama degli eventi le prove che Ulisse dovrà sostenere per conoscere la “morte” e poter fare finalmente ritorno sano e salvo a Casa.

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