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Il Qigong, l'arte di coltivare l'energia vitale

Con il Qigong, il corretto uso delle virtù naturali rende l'individuo protagonista della propria salute e longevità. Maria Luisa Vocca, studiosa, ricercatrice e praticante di Qigong, ci spiega come.

di Maria Luisa Vocca, 2 Maggio 2013
TAG  qigong  discipline  corpo  medicina cinese 

primo loto

Il Qigong è una antica pratica fisica che permette il corretto fluire dell’energia vitale coinvolgendo sinergicamente corpo, respiro e mente. Esso prende le mosse dalla Medicina Tradizionale Cinese, le cui teorie fisiologiche si basano sull’assunto che esiste una stretta correlazione tra corpo e spirito.

Il Qigong è l’arte di coltivare il Qi, l'energia vitale, accrescerlo, rafforzarlo e raffinarlo, attraverso respirazione, postura, movimento, concentrazione mentale e meditazione. L’insieme di tali tecniche è stato elaborato e sviluppato attraverso i millenni con il solo scopo di favorire e mantenere la salute, donare longevità, forza fisica e conoscenza, in vista di una auto-realizzazione sia fisica che spirituale. Lo scopo però più significativo del Qigong nell’ambito della salute era già migliaia di anni fa quello definito in cinese dalla scuola taoista: “Chang sheng bu lao” che letteralmente significa: “Vivere a lungo senza invecchiare” e c'è un'enorme mole di ricerche scientifiche oggigiorno che dimostrano come il Qigong possa essere davvero prezioso per ristabilire e migliorare la salute.

Inoltrandosi nella descrizione dei punti di contatto esistenti tra il Qigong e il grande mondo della Medicina Tradizionale Cinese, è bene tenere presente che il campo di significato incluso sotto il nome Qigong è molto più ampio, poiché abbraccia nel suo assunto anche discipline esterne alla medicina ed alla terapia, quali le arti marziali, la meditazione e la pratica religiosa.

Paragonando la Medicina Cinese ad un grande albero, considereremo le radici formate dall’insieme delle teorie di base, tra cui: “Teoria dello Yin e dello Yang”, dei “5 elementi”, dei “6 stadi”, degli “8 principi”, dei “4livelli”, dei “3 fuochi” e via dicendo. Ai rami principali, nutriti dalle radici comuni, corrisponderanno: l’agopuntura, la farmacopea, il massaggio ed il qigong che, nella tradizione medica cinese, è considerato un ramo molto importante,

L’insieme delle pratiche racchiuse nel qigong nulla possono fare se non accompagnate da un impegno personale, cioè, se non supportate da un reale desiderio di cambiamento, in grado di pervadere l’individuo fin nei profondi recessi dell’animo e della mente, portandolo a modificare volontariamente lo stile di vita attraverso la via del qigong.

Ritornando al nostro albero, il ramo rappresentato dal qigong presenta delle ulteriori ramificazioni, ossia gli elementi fondamentali del qigong: la pratica, la terapia a distanza, il massaggio energetico, la terapia del punto energetico e la terapia dell’ago invisibile.

In Cina esiste un proverbio, ancora oggi molto diffuso, che recita così: “La persona malata va prima di tutto dal medico, se il medico non riesce ad aiutarla, la persona si rivolge al Budda, se il Budda non riesce ad aiutarla, allora la persona si rivolge al Qigong.” Anche da noi in realtà esiste un detto simile ma forse più diretto: “Aiutati che Dio ti aiuta”.

quigong

Origini e significato del nome Qigong

Il nome oggi comunemente usato per designare tutte le tecniche di pratica interiore del sistema corpo - respiro - mente è "Qigong", composto dai due ideogrammi: "Qi" e "Gong".

Il primo indeogramma, Qi, ha un'etimologia complessa, poiché è utilizzato da migliaia di anni con un significato che si è evoluto e modificato nel corso della storia. Era già presente sulle ossa oracolari risalenti ad almeno settecento anni prima di Cristo. Anticamente il carattere era composto dalla sola parte superiore ed esterna, raffigurando solo del vapore che dalla terra sale verso il cielo. In un secondo momento, vi è stato aggiunto il radicale "mi", indicante il chicco di riso, quindi, quella parte materiale che cuocendo rilascia il vapore, tendendo a rimanere in basso. In sintesi, abbiamo la convergenza dei due elementi fondamentali: l'elemento celeste, yang e quello terrestre, yin. Questo ideogramma indica bene il senso di un certo stato di materia-energia non quantificabile, non visibile, che trasmette informazioni ed è in continuo movimento e in continua trasformazione.

Il secondo ideogramma, Gong, è composto anch'esso da due elementi: quello di sinistra, che gli dà la pronuncia, indica "lavoro", quello di destra, invece, significa "forza/potenza". Per questo il reale significato dell'intero carattere è un "lavoro meritorio", fatto con impegno e costanza.

Il nome Qigong, è quindi un termine molto significativo, ma, indicando delle tecniche di pratica, anche di molto più ampio significato. Indica infatti tutto quello che può essere fatto per operare sul Qi: dal lavoro fisico sul corpo, muscoli, giunture, organi interni, alla regolazione del respiro, della mente e del cuore; dal lavoro fatto su se stessi, interiormente, a quello fatto in relazione al mondo esterno e agli individui intorno a noi. Per questo in Cina si parla di Qigong, anche quando ci si rivolge a tecniche di cura che qui chiamiamo massaggi, shiastsu, riflessologia, pranoterapia, cristalloterapia.

Il Qigong è stato conosciuto, prima degli anni quaranta, con molti nomi diversi attraverso la storia cinese. In tempi antichi era chiamato "Tu gu na xin" (lett. Espellere il vecchio, assorbire il nuovo), "Xing qi" (lett. Muovere il Qi), "Yang sheng" (lett. Nutrire le forze vitali), "Nei gong" (lett. Lavoro interiore). Ma la denominazione più comune anche in passato era "Dao yin" (lett. Guidare e condurre), che era una contrazione di un’espressione più lunga e complessa: "Dao qi ling he, yin ti ling rou" che letteralmente significa "Guidare il Qi porta all’armonia, condurre il corpo porta alla flessibilità". C’erano poi tutti i nomi specifici delle tecniche di pratica, come per esempio, tra i più noti ancora oggi, “Wu qin xi” (Il gioco dei 5 animali), i “Ba duan jin” (Gli 8 broccati), “Liu zi jue” (I 6 suoni).

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Applicazioni e direzioni di lavoro (gong) sul Qi

Come spiegato nell’origine etimologica del nome stesso, il Qigong può avere diverse direzioni di lavoro, e diverse qualità e tipologie di applicazione, infatti per quanto riguarda la differenza di tipologia di lavoro sul Qi abbiamo:

- un lavoro (gong) sul “Qi interno” (neiqi), ovvero dove l’individuo pratica per coltivare o guidare la circolazione del Qi dentro se stesso, attraverso tutte le tecniche di pratica e di meditazione con oggetto il proprio sistema corpo – respiro – mente/cuore, per il mantenimento o riequilibrio della propria salute, per la propria crescita spirituale.

- un lavoro (gong) con il “Qi esterno” (waiqi), ossia dove l’individuo interagisce con qualcuno o qualcosa all’esterno di sé, come per esempio praticare con il supporto di pietre, alberi, per entrare in contatto con un elemento naturale ed assorbirne il Qi, oppure praticare il qigong terapeutico con o su altre persone, per la condivisione del proprio Qi o ancora più specificatamente per operare sull’altro, interagendo con la circolazione del Qi nel ricevente.

Inoltre esiste anche una molteplicità di tecniche di pratica con effetto o funzione diversa per il livello di profondità nell’attenzione o nello scopo:

- Qigong interno, denominazione che riguarda le tecniche di pratica più interne, più statiche o più meditative, con un effetto più profondo dal punto di vista energetico, o sull’energia più sottile;

- Qigong esterno, denominazione che riguarda tecniche di pratica più fisiche, più dinamiche, o più marziali (come tutto il lavoro sviluppato nell’ambito delle Arti Marziali), che quindi agiscono su quello che potremo chiamare energia più grossolana.

Esperienze nel campo della salute

Le mie esperienze personali nel campo della salute sono molte, raccolte in 25 anni di lavoro a tempo pieno con il Qigong, e la maggiorparte sono venute come “effetti collaterali” di una pratica iniziata molto spesso per motivi differenti dalla ricerca di una specifica soluzione ad un problema.

Vista la contemporanea azione di un rilassamento fisico e mentale, il continuo lavoro sulla postura e sulla respirazione profonda, molti sono stati i casi di miglioramento delle problematiche relative ai sistemi muscolo-scheletrico, miglioramento di mal di testa di vario genere e varia origine, mal di schiena e problemi alle cervilali, lombalgie, riarmonizzazione del sistema digerente, con risoluzione di problemi intestinali di varia natura, gastriti ed ulcere, miglioramento della circolazione sanguigna e linfatica, rafforzamento del sistema respiratorio con molti miglioramenti di asma, casi di apnee notturne. Il Qigong si è rivelato un grande aiuto per le persone che soffrono di crisi di ansia e di panico, problemi di ogni genere legati a stress o stili di vita scorretti.

Come conseguenza naturale di un lavoro sia fisico che mentale attraverso il Qigong, si può interagire con la fisiologia degli organi interni, migliorandone la funzionalità e potenziando la salute dell'individuo e la sua capacità di reagire a fattori patogeni interni od esterni.

I fattori patogeni interni possono essere le emozioni o le compressioni emotive scatenate in reazione alla Vita ed alle relazioni con il mondo esterno e con le altre persone. Io insisto sempre con i miei allievi che mi raccontano i loro tormenti e i problemi che hanno, e che vedono causa dei loro malanni o delle loro frustrazioni: “Non è la Vita che fa male, ma la reazione alla Vita e a quello che ci si presenta intorno”. Un equilibrio profondo, una quiete interiore e la capacità di mantenersi internamente "sani" e "vigili" nonostante tutto, può salvare la vita, e può anche aiutare l'individuo a trovare una chiave di lettura per affrontare al meglio la vita di tutti i giorni, ed i problemi di ogni genere che si possono incontrare, senza "regalare a quei problemi stessi più tempo o salute del necessario".

I fattori patogeni esterni, che siano virus o batteri, che siano elementi naturali climatici, trovano nel praticante consapevole un organismo più forte e più reattivo, più adattabile e perciò resistente. Inoltre il praticante diventa più sensibile al linguaggio del corpo, che ascolta riconoscendone le richieste con maggiore attenzione, prevenendo o curando più rapidamente le piccole problematiche di ogni stagione o cambiamento climatico.

Rilassamento e sano uso del corpo, respirazione, oltre ad un continuo lavoro sulla consapevolezza di sé, che aiuta l'individuo ad essere più centrato, sicuro di sé, più protagonista della propria Vita, perfino più prontamente consapevole dei sintomi che può incontrare, diventando anche un paziente più facilmente aiutabile dai medici, quando ce ne fosse bisogno.

Credo che la Società guadagnerebbe molto nell'essere formata da persone più sane, centrate e sicure di sé, più naturalmente connesse con la Vita dentro e fuori da sé. Penso che il concetto del "Vivere a lungo senza invecchiare" dovrebbe sostituire la spasmodica ricerca della sopravvivenza di individui che spesso invecchiano molto precocemente a causa di stile di vita insano, alimentazione scorretta, vizi e debolezze. La "longevità" da noi è purtroppo presa in considerazione solo per prolungare una precoce vecchiaia... questo con il Qigong ed altre tecniche simili può cambiare!

Bibliografia

MedCam 2012, III Congresso Internazionale delle Medicine Non Convenzionali e Scienze Olistiche, Volume degli atti, pag. 383-392
Elementi di Medicina Tradizionale Cinese, Brotzu-Bottalo, ed. Xenia
Zhang Yifa, Zhongguo qigong da quan (Il Qigong cinese, Opera omnia), Tianjin Renmin chubanshe;
Gong Zhongyi, Zhongyi Qigong xue (La scienza del Qigong medico cinese), Renmin weisheng chubanshe;

Informazioni su esperienze e ricerche

Sito dell'Associazione NeiDao
Sito 'La via del Qigong', contiene approfondimenti sul Qigong e sull'autrice
Sito del Qigong Institute, utile per trovare ricerche fatte in tutto il mondo.

Contatti

www.neidao.org
www.qigongdao.it
email: info@neidao.org
Maria Luisa Vocca: tel. 347/0583163

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