L'Eterno Ulisse

Itinerari insoliti nel grande mare della conoscenza

RSS FaceBook

Scienza e Nuove Frontiere

Il web cosmico - L’alba del vero sole

Come possiamo agire sulla nostra vita personale per cambiare la realtà in cui viviamo? Vi proponiamo un'intervista di Mara Macrì all'astrofisica Giuliana Conforto, docente di fisica quantica, che è stata interpellata per comprendere se e come cambiamenti di tale portata siano possibili.

di Mara Macrì, 22 Novembre 2017
TAG  fisica quantistica  scienza  cambiamento 


Fonte: www.giulianaconforto.it

Da secoli gli scienziati osservano l’universo e cercano di comprendere le sue origini e la sua evoluzione. Ma… cos’è l’universo? E perché la Terra è l’unico pianeta dotato di osservatori? I misteri irrisolti sono ancora tanti. “Uno è la coscienza”, dice Giuliana Conforto che è stata docente di fisica quantica e da anni si dedica a una ricerca trasversale per trovare il significato della vita e per superare i confini tra le discipline.

“La divisione tra osservatore e osservato è la base del metodo scientifico” afferma la scienziata che mi rilascia una lunga intervista nella sua casa romana, conducendomi nel grande web cosmico e nel piccolo nucleo atomico, svelandomi l’improvvisa e recente comparsa dell’antimateria, creduta “scomparsa” 14 miliardi di anni fa. Mi racconta delle sue scoperte e del grande inganno della scienza. È l’uso predominante della luce elettromagnetica, base di una tecnologia che serve più al mercato globale che al bene comune. Mi parla della Fonte della Vita - il Vero Sole - al centro della Terra.

È il Cuore Cristallino che sta cambiando con grande celerità ed emette “l’altra Luce”, forse la stessa Luce citata dai saggi, dai Vangeli e anche dalla Saga di Guerre Stellari, secondo lei. È la Luce che la fisica ha rivelato e di cui nega l’intelligenza, la stessa Luce che la “conoscenza” ignora e che l’essere umano sente come Unità Universale.

Da astrofisica classica e docente universitaria è divenuta una ricercatrice solitaria, una voce fuori dal coro, oserei dire un’eretica, quando ha deciso di cambiare il suo percorso di ricerca. Qual è stata la spinta?

Il bisogno di verità. Da bambina sentivo l’esistenza di altri mondi. Le teorie ora li contemplano, ma mancano le prove richieste dal metodo scientifico. Poi ho capito che il problema è il metodo legato al modo comune di concepire la realtà, al credo che le categorie di spazio e di tempo siano “oggettive”. Così s’ignora quel senso di unità che è lo stimolo di ogni ricerca seria ed è anche l’anelito dei popoli a essere uniti e non separati da confini. Lo spazio e il tempo sono gli effetti dei due campi, elettromagnetico e gravitazionale, ha dimostrato Einstein, campi “universali” solo per la materia normale che è appena il 5% della massa universale, secondo i calcoli riconosciuti dalla comunità scientifica. Il 95% restante è suddiviso in un 25%, che è materia oscura, e un 70% che è energia oscura. Ora hanno ricavato la struttura della materia oscura: è un web cosmico simile al cervello umano. Siamo in un Universo Specchio? Allora osservando l’universo, possiamo riconoscere noi stessi.

Eppure sembra che ci sia un risveglio in atto e profondi cambiamenti stiano mutando il paradigma sociale preesistente. Lei cosa ne pensa?

Stanno emergendo gli effetti strabilianti della misteriosa e immane energia oscura: pullula dal “vuoto”, accelera l’espansione dell’universo ed è usata dal cervello umano; questo è ciò che dimostra una tecnica recente (la Risonanza Magnetica Funzionale). Il “sapere”, limitato al 5% della massa totale, si trova di fronte alla sua abissale ignoranza. Non a caso il mondo sembra prossimo a una guerra mondiale o a una catastrofe totale. Il potere si basa sul “sapere” che non funziona più ed esaspera il suo solito copione, centrato sulla paura, la rabbia e la sua stessa “necessità”. “C’è un sol Governo, una sola Legge, l’Amore” scriveva Giordano Bruno. E se fosse quella che oggi la scienza chiama “energia oscura” e considera un mistero? Si svelerebbe il fascino che ha sempre legato l’uomo all’universo ed emergerebbe il ruolo cruciale del “vuoto”, pieno di energia oscura e anche di particelle instabili che hanno relazioni con le particelle stabili. Dovremmo rivedere il concetto di “stabilità”.

Quando parla di “vuoto” si riferisce all’etere?

Sì, il vuoto per millenni è stato chiamato etere. Aristotele diceva che l’etere avrebbe riportato l’armonia nel mondo e teorie recenti propongono che il vuoto sia un superfluido, dotato di moti ruotanti che hanno tutti una peculiarità: sono quantizzati, cioè disposti su “scale” i cui gradini hanno un valore preciso. È la costante di Planck, forse l’unica vera costante universale che unisce le varie “coppie indissolubili” scoperte già dalla fisica classica e poi confermate da quella quantica. Una coniuga l’energia con il tempo, mostra cioè che grandi variazioni di energia possono accadere in tempi brevissimi. Allora non abbiamo limiti di energia! Non siamo attenti all’attimo fuggente, alla sensazione crescente che la realtà non è quella che appare. Elaborando i dati delle sonde spaziali in microonde, astrofisici francesi hanno dimostrato che il vuoto ha una struttura dodecaedrica e si comporta come una sala di specchi. Se così fosse, salterebbe il principio copernicano in base al quale l’astronomia calcola le distanze tra i corpi celesti. Lo spazio e il tempo non sono “solide realtà” ma effetti dell’abbagliante luce elettromagnetica. C’è un’altra Luce quella che viene descritta dai Vangeli, ed è anche “l’Amor che move il sole e le altre stelle” per Dante. Nel 1973, una “nuova” Forza è stata rivelata al CERN e chiamata “elettrodebole”; è “oscura” ma onnipresente, ha eccetti cosmici quali la radioattività e ha anche il suo “lato luminoso”. È la Luce nucleare che la fisica chiama “corrente debole neutra” e che tutte le altre scienze ignorano, la Luce capace di animare infiniti mondi.


Fonte: www.giulianaconforto.it

Ha qualcosa a che fare con il tempo e lo spazio?

La “nuova” Forza è ovviamente sempre esistita ed è la sintesi delle due Forze definite dalla fisica elettromagnetica e debole. La prima crea lo spazio e il tempo, la solitudine apparente e la dipendenza da un unico tempo in base al quale questo mondo calcola tutto, anche i profitti per pochi e i debiti per tanti. La seconda appare “debole” ma “scende dalle stelle alle stalle”, da energie elevatissime che appaiono in attimi fuggenti, quindi instabili, a quelle basse che osserviamo in modo stabile e consideriamo “reali”. Cos’è il tempo? Il nostro giorno dipende dalla rotazione diurna della terra, il nostro anno dalla rotazione annua, la salute del corpo umano dall’orientamento dei suoi spin nucleari, moti ruotanti, osservati con la Risonanza Magnetico Nucleare. La misura del tempo è affidata agli orologi atomici, molto precisi. Da vari decenni la rotazione della terra sta rallentando e il nostro giorno si sta allungando. Hanno dovuto aggiungere vari leap second agli orologi atomici per farli quadrare con il tempo terrestre. è la prova che il presunto “dio unico” ossia il tempo - su cui si basa la “conoscenza” - è contro Natura. La realtà dipende dalla coscienza di noi osservatori, dice la fisica quantica che però non sa cos’è la coscienza. è rimasta sopita, sorda al “lato debole” della Forza, il lato che genera infiniti tempi o ritmi e li compone in una Eterna Armonia. Il Risveglio dipende da noi e dalle nostre scelte, da quel desiderio di libertà che la storia conosciuta non ha mai soddisfatto.

Quindi l’energia oscura e il Web Cosmico smentiscono i limiti imposti e agevolano l’espansione della coscienza?

La coscienza è il senso d’identità che ci accompagna sempre, l’io legato al corpo che si rinnova con vari ritmi da quelli più brevi del sangue a quelli più lunghi delle ossa. La conoscenza crede a una storia che, pur cambiando leader e regimi politici, è stata dipendente da un potere che ha sempre incitato all’odio verso un “nemico”. Alla base c’è la logica del divide et impera, inaugurata dall’antico impero romano e conservata dalle istituzioni attuali, una logica che crea più problemi che soluzioni. La conoscenza è legata al passato mentre la coscienza è l’eterno presente che comprende anche il progetto del futuro. Una prima prova sperimentale del Web Cosmico risale al 1954, quando Maurice Allais osservò a Parigi i moti di un pendolo di Foucault per trenta giorni e notti consecutivi. Il piano di oscillazione di questo pendolo è legato alla rotazione della Terra, nell’emisfero Nord gira in senso orario e alla latitudine di Parigi fa un giro completo in 32 ore. In quei 30 giorni c’era un’eclisse solare, che secondo la fisica nota, non avrebbe provocato effetti. Invece, appena iniziata l’eclisse, il piano di oscillazione del pendolo fece una brusca svolta di 13,5 gradi, il suo moto da orario divenne antiorario e tornò orario alla fine dell’eclisse. La terra si era comportata come un back clock, un orologio che va indietro. C’è un “vento” nello spazio, suggerì allora Maurice Allais, ma adesso il “vento” è osservato. E’ plasma che sfugge a grandi velocità dal sole, raggiunge la terra, l’avvolge e tocca la superficie terrestre nella parte rivolta verso la notte, quando avviene la nostra secrezione ormonale che influenza poi i nostri umori. È un caso o l’indizio di un legame tra ogni essere umano e il sistema solare? Le emozioni umane sono sempre le stesse da millenni, evidenti nelle tante tragedie che hanno segnato la storia. E se fossero i moti del sangue? Infatti “emo” significa sangue in greco. La Vita è emozione e non è un fenomeno estraneo che “alligna” per caso su pianeti abitabili come crede la NASA che ne scopre 2.326 con la sua sonda Kepler. Perché guardare fuori verso pianeti lontani e non legare la fisica a tutte le altre scienze, biologia, fisiologia, psicologia, ecc.? Perché vige sempre la logica del divide et impera, la divisione tra le discipline, s’ignora che la loro unità ci riporta al loro creatore, cioè all’Uomo. La loro unità comporta l’auto osservazione, un processo estraneo al metodo scientifico. L’Universo può essere un Organismo Intelligente di cui noi umani potremmo essere “cellule” così intelligenti da riconoscere la Sua unità e la nostra fratellanza.


Fonte: www.giulianaconforto.it

Saggi e poeti sin dall’antichità sostengono che l’Universo sia un Organismo intelligente ... Ma cos’è la Vita per la Scienza?

I biologi hanno raggiunto il seguente accordo: la Vita è tutto ciò che si riproduce e mantiene il suo ordine. Una tale definizione include cristalli, pianeti, stelle e sistemi solari, oltre gli organismi sulla superficie terrestre ed esclude il tempo. Secondo le teorie in auge, l‘universo osservato nasce con un Big Bang circa 14 miliardi di anni fa, ma l’universo osservato è appena il 5% della massa totale calcolata! E il 95% “oscuro”? Le teorie sono basate sulla convinzione che tutto evolve in funzione del tempo, lo stesso unico tempo che, da circa 6 mila anni, è legato al debito, contratto dai governi e scaricato sulle spalle dei popoli. Il 95% “oscuro” può essere composto d’infiniti universi che hanno forme simili a quelle osservate e leggi fisiche diverse. Oggi gli universi paralleli sono calcolati, da sempre sono illustrati dagli artisti, cantati dai poeti e riportati dai musicisti. Il problema di questo mondo è un’educazione che favorisce l’uso della sola mente grigia. È quella composta di neuroni e vincolata alla nostra vista, capace di vedere una minuscola porzione del già misero 5% osservabile. Le neuroscienze riconoscono l’abilità a usare l’energia oscura delle cellule gliali che compongono la nostra Materia Bianca, la così detta “metropolitana del cervello”. In effetti, con la sua alta velocità la Materia Bianca lo connette tutto all’istante, midollo spinale incluso, ci offre quel senso di unità e forse anche d’identità legato alla coscienza delle emozioni e di se stessi. Se questa è la Mente Superiore citata dai saggi, siamo capaci di “viaggiare” nei tempi, di ascoltare la Musica che li compone in un’eterna armonia. Usando la propria Mente Bianca ritroviamo la Fonte della Vita, il Vero Sole che anima infiniti universi.

Sarebbe questa la rivelazione? L’alba del Vero Sole?

Si, il Vero Sole è il Cristallo al centro della Terra, secondo me. È stato scoperto nel 1936, studiando la propagazione dei sismi ma è tuttora ignorato da quasi tutti. Nel 1995 la geofisica ha scoperto che questo grande Cristallo, dal raggio di 1.200 km, gira in modo libero e indipendente dagli strati sovrastanti ed è di poco più veloce della superficie terrestre su cui “viviamo”. Come unico Cristallo, deve emettere suoni – fononi cioè quanti del suono che sono molto diversi dai fotoni cioè i quanti di luce. I fononi muovono tutto, i fotoni niente. Di recente (2005) un’altra scoperta: al centro del Cristallo, che gira verso Est, c’è una piccola sfera (raggio 300 km) che gira verso Ovest! È la prova del doppio movimento, che si auto alimenta con le rotazioni opposte, orarie e antiorarie, Ovest-Est. È il Motore Primo cantato da Dante, secondo me il “segreto” dell’Universo Infinito ed Eterno che non ha limiti di energia e di cui potremmo essere partecipi. Il Cristallo emette l’eterna Armonia composta di fononi, è la Fonte della Vita, della Forza Intelligente che non possiamo vedere, ma sentire e amare. Oggi possiamo anche capire che non abbiamo bisogno di risorse energetiche né d’illusorie spiritualità. Nel nucleo delle nostre cellule c’è il DNA che ruota in senso orario e che sentiamo come memoria del passato. Tuttavia esistono tre forme del DNA di cui una ha una rotazione oraria che sentiamo come progetto del futuro. La doppia rotazione – oraria e antioraria - può avvenire quindi dentro le cellule e riflettere quello che sta avvenendo fuori. C’è l’improvvisa comparsa dell’antimateria “scomparsa” miliardi di anni fa. L’antimateria sfida la “freccia” del tempo e il suo presunto vincolo con il debito mondiale. Siamo giunti all’annunciata “fine dei tempi?” Si ed è l’inizio dell’eterna armonia, la possibilità di esprimere i propri talenti, di agire in modo da contribuire alla nuova era di gioia e prosperità, infine la libertà.

Abitare In Salute
Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter!
Email

abbonati!

Copertina Eterno Ulisse